Inaugurazione opera "Diagnosi e terapia"

NEI GIORNI DELL’ANNIVERSARIO IL LICEO ARTISTICO SELLO INAUGURA L’OPERA DI BEPPINO DE CESCO DONATA ALLA SCUOLA

Lunedì 7 aprile alle ore 10,30 nella Sede Centrale del Liceo Artistico Sello, in piazza I° Maggio, si svolgerà un breve evento in occasione dell’inaugurazione ufficiale dell’opera “Diagnosi e terapia” (2009) dell’artista Beppino De Cesco, donata dalla famiglia al Liceo Artistico di Udine.

L’opera è ora sistemata in permanenza nella biblioteca vicino all’ingresso della sala conferenze.

Proprio in questi giorni, il 12 aprile, ricorre l’anniversario della morte, avvenuta prematuramente l’anno scorso.

Alla presentazione dell’opera, oltre che la famiglia e gli amici, saranno presenti la Dirigente del Liceo Artistico Sello Rossella Rizzato, la Conservatrice dei Civici Musei di Udine Vania Gransinigh e il professor Alessandro Del Puppo dell’Università di Udine.

La presenza di amici, conoscenti appassionati e di chiunque voglia partecipare sarà benvenuta.

Beppino De Cesco (Udine 1947, Udine 2013) è stato un artista chiave dell’arte friulana, forse poco conosciuto dal grande pubblico ma molto conosciuto, rispettato e apprezzato dagli addetti ai lavori dell’arte contemporanea. Tra i protagonisti più presenti e attivi di tutte le rassegne dedicate all’arte più sperimentale in regione, anche le più pioneristiche (come le primissime rassegne di Topolò, Hic et Nunc a S.Vito al Tagliamento, Natura Naturans a Trieste per citarne solo alcune), ha iniziato in anni difficili, sfidando l’incomprensione, ad introdurre modi e tematiche inedite per il nostro territorio e aggiornate ai movimenti più avanzati a livello internazionale: nei suoi anni di apprendistato era entrato infatti in contatto con alcuni esponenti dell’Arte Povera a Torino, movimento al quale è stato spesso apparentato superficialmente, considerato il suo contributo originale e personalissimo e non facilmente catalogabile. 

Il suo debito più volte espresso è andato piuttosto a certo surrealismo, in particolare a Magritte e a Duchamp.

Il suo lavoro poteva inizialmente sconcertare per la sua apparente stravaganza e per i materiali instabili e i congegni inusuali che utilizzava, ma progressivamente la profondità e la sincerità delle sue motivazioni gli hanno fatto conquistare una grande stima e il suo lavoro è stato ospitato da diverse gallerie private (a Udine Studio Clocchiatti e galleria 3G, a Trieste Studio Tommaseo e galleria Lipanje Puntin) associazioni culturali (Colonos), rassegne pubbliche (Palinsesti) fino all’ultima personale realizzata nella sede dell’Università di Udine a Palazzo Caiselli, organizzata nonostante la malattia. A poco tempo della prematura scomparsa la Galleria d’Arte Moderna di Casa Cavazzini aveva organizzato una serata dibattito per ricordarlo e ha accettato la donazione di tre sue opere ora esposte in permanenza, due nella sala conferenze e una al secondo piano.

 


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